Villa delle Sacca - Prato

La Villa delle Sacca a Prato è un ex monastero della prima metà del XIII secolo dove fu ritrovato il famoso polittico di Lorenzo Monaco recentemente restaurato.

Si trova sulla collina di Spazzavento ed è in completo stato di degrado nonostante sia una struttura ricca di storia.

La Villa delle Sacca è un complesso a tre piani arricchito da un giardino e una cappella. Nel periodo medievale fu un centro culturale notevole visto che vi lavorarono artisti come Lorenzo Monaco, Pietro di Miniato, Andrea di Giusto e Gerino da Pistoia.

Nel 1775 il Granduca Leopoldo donò il monastero di proprietà dei frati Olivitani (Abbazia di Monte Uliveto nel senese) al Collegio Cicognini che lo trasformò in una residenza estiva per i collegiali.

I Monaci olivetani lasciarono un "codice Olivetano delle Sacca" che contiene prevalentemente contratti di compere fatte dal monastero e che era in possesso del Comune di Prato fino al 1910.

Monastero di San bartolomeo delle sacca a PratoDurante il cambio di proprietà furono fatte delle modifiche architettoniche: il chiostro venne abbattuto, si effettuarono lavori al dormitorio e alla strada di accesso al monastero.

Durante il periodo collegiale, nella Villa delle Sacca vi dormirono sia Gabriele D'Annunzio che Curzio Malaparte.

“...io guardavo la luna, e pensavo agli oliveti delle Sacca, dove sono nato, così chiari, contro le foreste di cipressi del Poggio del Fossino e dello Spazzavento e le nere pinete del Monteferrato”. Così Curzio Malaparte, nelle pagine di "Mamma Marcia", ripensa a quell'estati passate nell'ex monastero.

panzanella La Panzanella, chiamata anche panmolle è un piatto tipico che si basa, nel pieno della tradizione culinaria pratese e toscana sul pane raffermo non salato e l'aggiunta di verdure.

La Panzanella è un piatto che può essere definito estivo in quanto è servito freddo. La sua particolarità è che il pane raffermo viene lasciato in acqua (panmolle) fino a che non si spezzetta e si sbriciola. La Panzanella è quindi prelibata con il pane di Prato anche quando è secco.

Visto che gli ingredienti principe della ricetta della panzanella sono i pomodori, il pane e la cipolla rossa, la panzanella si può definire un piatto di derivazione della tradizione contadina: ingredienti poveri legati alla coltivazione del campo.

Nella ricetta della Panzanella si possono aggiungere anche i cetrioli, olive drogate e altre verdure.

Ingredienti per la Panzanella: per 4 persone - 10 fette di pane casareccio raffermo, 6 pomodori maturi, 1 cipolla, 30 foglie di basilico, 1 ciuffo di prezzemolo, 3 cucchiai di olio extravergine, 1 cucchiaio di aceto vino rosso, sale e pepe.

Preparazione della Panzanella: Lasciate ammorbidire il pane nell'acqua per 5 minuti; strizzatelo e disponetelo su un piatto da portata. Sbucciate, lavate e affettate la cipolla. Lavate il prezzemolo e il basilico e spezzettateli. Lavate i pomodori, pelateli, privateli, dei semi e trattateli grossolanamente. Distribuite la cipolla, i pomodori, il prezzemolo e il basilico nel piatto con il pane ammollato. Condite con un pizzico di sale, un poco di pepe e aceto. Mescolate, aggiungete l'olio e mescolate nuovamente. Lasciate insaporire la preparazione per 3-4 ore in un luogo fresco, poi servite la panzanella in tavola.

villa il mulinaccio La villa del Mulinaccio a Vaiano prese il nome da un antico mulino nei pressi di Schignano di proprietà dei Cadolingi e successivamente dei Conti Alberti. Tra la fine XV e gli inizi del XVI secolo, a costruire la villa fu però Cosimo Sassetti, avo di Filippo Sassetti (1540 - 1588) famoso viaggiatore delle Indie Orientali.

Filippo Sassetti vi abitò successivamente, tanto che adesso la Villa del Mulinaccio è diventata una casa della memoria, inserita nel circuito delle case toscane insieme a Palazzo Datini e Casa Leonetto Tintori a Prato, Casa Lorenzo Bartolini a Savignano.

Un secolo dopo (1609) nella proprietà dell'antica villa subentrarono gli Strozzi, che, seguendo l'esempio di altre ricche casate fiorentine, cercavano di estendere i loro possedimenti di campagna.

Nel 1661 gli Strozzi vendettero la villa del Mulinaccio ai signori Vaj, uno dei più illustri casati di Prato che incominciarono a ampliare l'immobile. Nel 1722 edificarono l'ala meridionale e la Capella intitolata a Sant'Antonio Abate che presenta decorazioni barocche e un quadro posto sull'altare del pittore pratese Antonio Marini della metà dell'ottocento, raffigurante la Madonna col Bambino.

La villa del Mulinaccio era famosa perchè "vi si teneva la maggior festa della zona con balli e merenda", quando la gente dei dintorni, ma anche da più lontano, accorreva per la ricorrenza dell'Ascensione.

Il complesso della villa di Vaiano è composto dal corpo centrale cinquecentesco con varie sale e dalla Tinaia settecentesca con due grandi saloni.

La Villa il Mulinaccio, ristrutturata nel 2003 dal Comune di Vaiano, è oggi una struttura polivalente ideale per eventi e congressi. All'esterno, la villa è circondata da un parco ‘romantico’ con alberi monumentali e un ampio giardino con fontana che si affaccia sui monti della Calvana.

biscotti sassi della calvana I Sassi della Calvana sono dei biscotti tradizionali dalla forma rotonda tipici della Provincia di Prato e inseriti all’interno della strada dei Biscotti.

Si tratta di un prodotto che utilizza quattro soli ingredienti , la cui combinazione determina Sassi della Calvana diversi tra loro. Il biscotto può essere composto da farina di castagne e pinoli e quindi diventa un prodotto tipicamente Val Bisentino. Fra i Sassi della Calvana ci sono però quelli con uvetta e vin Santo, con nocciole e olio d’oliva, o con olio d’oliva e canditi di limoni.

Gli ingredienti ne determinano il colore, facendoli assomigliare veramente a piccole rocce presenti sui Monti della Calvana.

I sassi della Calvana rispecchiano quindi la tipicità del luogo e richiamano ai prodotti delle fattorie della Calvana, un prodotto frutto della mezzadria e della lavorazione casalinga. Al momento i Sassi della Calvana vengono prodotti solo dal Forno Steno di Vaiano.

Fabbrica Michelangelo Calamai Prato Il Lanificio Calamai lungo viale Galilei a Prato è un edificio imponente di archeologia industriale che incontriamo percorrendo la pista ciclabile. A pochi metri dal Fabbricone, il Lanificio Calamai fu costruito dal 1924 in poi.

L’area scelta era quella appena fuori Porta al Serraglio che costituiva un’apertura verso lo sviluppo urbanistico a Nord delle mura, con la presenza proprio della stazione ferroviaria che permetteva così il trasporto delle merci in maniera più semplice.

fabbrica Calamai XX secolo La fabbrica ancora oggi è in funzione nella parte posteriore mentre nella parte dell’ingresso monumentale sono stati ricavati degli appartamenti – residence per studenti stranieri o universitari.

Il Lanificio Michelangelo Calamai e Figli è un esempio di architettura industriale monumentale, una struttura che cerca di celebrare la grandezza della famiglia soprattutto nella facciata e che costituisce un rara testimonianza per le “scarne” fabbriche dell’epoca. I 16.000 mq della struttura su pianta quadrata fanno sì che fosse una delle più grandi fabbriche tessili dell’area.

Naturalmente si trattava di un lanificio a ciclo completo.

Dove: Viale Galilei 29 –33. 59100 Prato.

Villa pAzzi Parugiano Lungo la via Montalese, nei pressi di Montemurlo, incontriamo Villa Pazzi a Parugiano, una di quelle ville che racchiudono in sè storia, mistero, natura, architetture e dipinti.

La località in cui si trova la Villa Pazzi è chiamato Palugiano, nell’ antichità un fundus romano di Palasius. Successivamente in questi luoghi vi si stabilirono i Conti Guidi e vi fu eretta una torre a guardia della strada. Nel trecento però la proprietà passò alla famiglia fiorentina dei Pazzi che vi realizzarono l’attuale villa dove risiedevano i vari membri del nobile casato.

E’ qui infatti che vi trascorse la sua infanzia Caterina Lucrezia, poi diventata Suor Maddalena che fu santificata nel 1669 per una serie di visioni che ebbe proprio all’interno della Villa al Parugiano. Le visioni estatiche di Caterina alimentarono una devozione popolare in particolare una connessa a un albero di arancio da lei impiantato nel giardino che avrebbe avuto la qualità di far passare il mal di testa.

La rocca di Montermulo di Giovanni StradanoCome tutte le Ville di quel periodo non manca, annesso a una Villa, un Oratorio di San Girolamo. L’oratorio fu affrescato nel 1583 dal grande pittore olandese Jan Van Street detto lo Stradano. Vi realizzò affreschi di soggetto sacro e, sulla parete d’ingresso una veduta della Rocca di Montemurlo.

(Dal Bisenzio all’Ombrone – Storia di strade, Pievi, ville e borghi - Dario C. Barni. maschietto&musolino )

Frittelle di riso

fritelle di riso Le frittelle di riso sono dei dolci tipici toscani che si mangiano sia per carnevale che per il giorno di San Giuseppe (19 Marzo).

A Prato vige il detto "S. Giuseppe non si fa senza frittelle", ma nei forni e nelle pasticcerie pratesi sicuramente le incontrerete anche nel periodo del Carnevale.

La tradizione delle frittelle di riso è consolidata da tempo in Toscana: abbiamo notizie di questo dolce già nel XV secolo, in quell'epoca, l'utilizzo del riso in cucina era semisconosciuto, tant'è che nel medioevo il riso era trattato come una spezia, usato in polvere o per amalgamare minestre.

Anche in questo caso il nostro riferimento sarà sempre La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, che nella ricetta aggiunge un cucchiaio di rum per dare alle frittelle un retrogusto liquoroso che le rende ancora più appetibili ai palati più golosi.

La ricetta di Artusi delle Frittelle di Riso

Ingredienti Frittelle di Riso: Latte, Mezzo Litro, Riso g.100, farina, g100. Uva sultanina, g.50, Pinoli tritati alla grossezza del riso, g15.Uova, tre rossi e una chiara. Burro, quanto una noce, zucchero, due piccoli cucchiaini. Rhum, una cucchiaiata, Odore di scorza di limone, Lievito di Birra g30. Un pizzico di Sale.

Preparazione delle Frittelle di Riso (Artusi). "Preparate il lievito di Birra come pei Krapfen, intridendolo con 40 grammi della detta farina. Cuocete il riso nel latte in modo che riesca sodo e però lasciate da parte alquanto latte per aggiungerlo se occorre; ma per evitare che si attacchi, rimestate spesso e ritirate la cazzaruola sopra un angolo del fornello. Tolto dal fuoco e tiepido che sia versateci il lievito già rigonfiato, le uova, il resto della farina, cioè i 60 grammi rimasti, i pinoli, il rhum, e un altro po' di latte se occorre: dopo averlo lavorato alquanto, uniteci l'uva e rimettete la cazzaruola vicino al fuoco onde lieviti a moderatissimo calore tutto il composto. Quando avrà rigonfiato, gettatelo in padella a cuccchiate a formar frittelle che riusciranno grosse e leggere. Spolverizzatele di zucchero a velo quando avranno, perduto il primo bollore e servitele calde."

di Alberto Bonaiuti

Francesco Datini Un Francesco Datini meno conosciuto. Che cosa c’era dietro al ricchissimo mercante pratese? Com’era l'uomo Francesco Datini? Dalle corrispondenze private, appare un personaggio straordinariamente contemporaneo, afflitto dalle nostre stesse ansie e paure, sempre proteso a programmare il futuro, per niente fatalista e perennemente in lotta per coniugare affari e famiglia.

Eccellente mercante ma mai contento. Amante della terra, si costruì una villa-fattoria al Palco (in seguito passato a convento e oggi meglio conosciuto come Villa dal Palco), con tanto di bestiame, ulivi, viti.

Nei rari momenti liberi che l’attività di mercante gli lasciava, Francesco Datini si occupava delle varie operazioni della vendemmia, al travaso del mosto nelle botti, alla frangitura dell’olio e alla vendita di parte di esso.

Come si direbbe oggi Francesco Datini, era un uomo a 360 gradi; o meglio, “un’omo senza fronzoli”, detto alla pratese. Con questa breve introduzione, cercherò di raccontare, senza la presunzione di essere esauriente e storicamente esatto, le gesta meno note e il carattere del Datini, o meglio, di Francesco di Marco da Prato come lo chiamavano i pratesi di allora. Visto la vastità degli argomenti trattati, abbiamo suddiviso in capitoli la lunga vita di Francesco.

Gli altri capitoli di Francesco Datini

1 La scoperta dei carteggi

2 Il ritorno a Prato dopo gli anni di Avignone

3 Le compagnie commerciali

4 Datini e la Terra

5 La moglie: Margherita Bandini

6 L’Amico: Ser Lapo Mazzei

7 Gli Ospiti e l’eredità

Mg Consiag Prato - Thiene Grande sfida di Hockey su Pista al Palarogai di Maliseti. Sabato 6 marzo alle ore 20 e 45 arriva infatti Thiene, capolista di serie A2 , e l’ Mg Consiag Prato prova l’assalto alla prima posizione.

L’Mg Consiag Prato allenata da Enrico Bernardini è attualmente terza in classifica e proverà l’aggancio proprio alla capolista Thiene.

Dopo il ko di sabato scorso a Novara L’Hockey Pista Prato non può infatti fallire un’altra occasione per acciuffare il vertice della classifica: le sconfitte della coppia capolista Thiene e Montebello aveva dato ai lanieri l’occasione, più unica che rara, di riconquistare la testa della classifica, ma l’imprevisto scivolone sulla pista piemontese ha fermato sul più bello il tentativo di rimonta laniero.

Per l’ Hockey Prato ‘54 diventa imperativo battere il Thiene per conquistare uno dei primi due posti e quindi il vantaggio del fattore pista in tutti i playoff. Cosa molto importante visto l’equilibrio che regna nel campionato di serie A2.

La sfida contro il Thiene, può essere considerata anche come la prova di maturità dei pratesi che negli ultimi tempi hanno dilapidato per strada troppi punti importanti. C’è anche grande attesa anche sul fronte pubblico del Palarogai per questa sfida che profuma di serie A1.

Il programma della 21^di serie A2: Scandiano Montebello, Mg Consiag Prato Thiene, Modena Sandrigo, Roller Novara Matera, Follonica La Mela, Pordenone Amatori Vercelli.

Infine il programma della 13^di serie B: Sarzana Follonica, Cgc Viareggio Forte dei Marmi, Sciacovelli Nerini Prato As Viareggio, Castiglione Siena.

Quando: sabato 6 marzo ore 20 e 45

Dove: Palarogai di Maliseti

Logo_zero21a Sabato 6 marzo alle ore 17.00 a Montemurlo inaugura al pubblico un nuovo spazio culturale legato alla fotografia e alla cultura. Si tratta della sede dell’ Associazione Culturale Zero21 presso i locali di via Tanaro 21 a Montemurlo (Prato).

Improntata sulla ricerca e la condivisione dei contenuti culturali, Zero21 opera su più fronti dedicandosi con passione e competenza alla didattica, alla progettazione e alla realizzazione di eventi culturali potendo contare sulla professionalità del gruppo di cui l’associazione si compone.

Relativamente alla formazione, l’associazione organizza corsi di fotografia a livello base ed intermedio in modo da poter rispondere equamente alla richiesta, integrando lezioni frontali a uscite collettive utili a sperimentare nella pratica le nozioni acquisite.

Pur diversificati nei contenuti – introduzione alla disciplina nel primo grado di insegnamento, implementazione delle conoscenze con approfondimenti su pellicola, stampe con ingranditore e fotografia notturna nel secondo grado, obiettivo comune di entrambi i corsi è quello di indirizzare i partecipanti ad un uso consapevole del mezzo fotografico, tenendo conto anche delle propensioni ed inclinazioni del singolo.

salaposa di zero21 L’associazione Zero21 dispone inoltre presso i propri locali di una sala posa dotata di ogni comfort e strumento utile alla perfetta riuscita di servizi fotografici di varia natura.

Chiunque lo desideri potrà noleggiare lo spazio che verrà offerto con una predisposizione tale da rendersi ideale per molteplici tipologie di lavoro, dal soggetto, al commerciale, allo still-life.

All’interno della sede Zero21 è in procinto di essere realizzata anche una camera oscura per sviluppo/stampa pellicole sia per corsi e workshop che per noleggio privato, mentre è già disponibile il servizio di stampa fotografica fine-art.

Dove: via Tanaro 21 Montemurlo (PO)

Quando: Sabato 6 marzo ore 17.00