Villa il Mulinaccio - Vaiano

villa il mulinaccio La villa del Mulinaccio a Vaiano prese il nome da un antico mulino nei pressi di Schignano di proprietà dei Cadolingi e successivamente dei Conti Alberti. Tra la fine XV e gli inizi del XVI secolo, a costruire la villa fu però Cosimo Sassetti, avo di Filippo Sassetti (1540 - 1588) famoso viaggiatore delle Indie Orientali.
Filippo Sassetti vi abitò successivamente, tanto che adesso la Villa del Mulinaccio è diventata una casa della memoria, inserita nel circuito delle case toscane insieme a Palazzo Datini e Casa Leonetto Tintori a Prato, Casa Lorenzo Bartolini a Savignano.

Un secolo dopo (1609) nella proprietà dell'antica villa subentrarono gli Strozzi, che, seguendo l'esempio di altre ricche casate fiorentine, cercavano di estendere i loro possedimenti di campagna.

Nel 1661 gli Strozzi vendettero la villa del Mulinaccio ai signori Vaj, uno dei più illustri casati di Prato che incominciarono a ampliare l'immobile. Nel 1722 edificarono l'ala meridionale e la Capella intitolata a Sant'Antonio Abate che presenta decorazioni barocche e un quadro posto sull'altare del pittore pratese Antonio Marini della metà dell'ottocento, raffigurante la Madonna col Bambino.

La villa del Mulinaccio era famosa perchè "vi si teneva la maggior festa della zona con balli e merenda", quando la gente dei dintorni, ma anche da più lontano, accorreva per la ricorrenza dell'Ascensione.

Il complesso della villa di Vaiano è composto dal corpo centrale cinquecentesco con varie sale e dalla Tinaia settecentesca con due grandi saloni.

La Villa il Mulinaccio, ristrutturata nel 2003 dal Comune di Vaiano, è oggi una struttura polivalente ideale per eventi e congressi. All'esterno, la villa è circondata da un parco ‘romantico’ con alberi monumentali e un ampio giardino con fontana che si affaccia sui monti della Calvana.