Una mano sul Duomo di Prato?

La porta d’ingresso laterale del Duomo di Prato, nei pressi del Campanile, rimanda a una storia - leggenda legata al culto mariano della Sacra Cintola: Musciattino, un canonico pistoiese, tentò di impadronirsi del Sacro oggetto e per lui le cose andarono malissimo.

Nel 1312, Giovanni di Ser Landetto, detto Musciattino, riuscì ad impossessarsi della reliquia, ma uscito dalla città fu colto da fitta nebbia. Dopo ore di cammino, arrivato a una Porta, credette di essere arrivato a Pistoia e disse “Aprite Pistoiesi ho la Cintola dè Pratesi!”, in realtà si trovava ancora a Prato.

Immagine - Leggenda - Macchia Sangue - Mano - Musciattino
Come la venatura rossa del marmo ha dato vita alla leggenda
Musciattino venne catturato, gli fu tagliata la mano destra in Piazza Duomo. La folla inferocita la lanciò dalla rabbia sulla porta della Cattedrale, dove ancora oggi si dice che ci sia il segno del sangue della sua mano (ma è una venatura rossa del marmo).

Musciattino venne poi arso vivo. Leggendo fra le righe, tra storia, leggenda e campanilismo è che non si scherza con la cintola dei pratesi.