La scoperta dei Carteggi

di Alberto Bonaiuti
carteggi E’ noto che presso l’ Archivio di Stato di Prato, sono custodite carte e documenti di mercante pratese Francesco di Marco Datini. Autorevoli esperti medievisti e scrittori hanno pubblicato fino ad oggi circa 260 libri e decine di altre pubblicazioni di carattere scientifico.
Nell’ultimo romanzo di Ken Follett, “Mondo senza fine”, si cita la presenza dei mercanti “…di Prato e Firenze” in Inghilterra; quello di Prato è senz’altro il nostro Francesco. Perché le carte del Datini sono così importanti? Tutto ha inizio con il testamento del mercante, redatto dallo stesso pochi anni prima della sua morte.

Egli scrive precise indicazioni per la conservazione di tutte le lettere ricevute e spedite nella sua lunga vita. Tali istruzioni non vennero però osservate scrupolosamente. Sebbene si abbia ricordo nel 1560 che le carte e i libri del Datini erano conservati negli armadi di casa sua, 300 anni dopo, nel 1870, l’arcidiacono Martino Benelli ne ritrovò una parte in un polveroso ripostiglio del sottoscala di casa Datini; solo questo, meriterebbe una produzione cinematografica!

La notizia fece il giro del mondo culturale e si decise di procedere a un nuovo riordino iniziato da Don Livio Livi e terminato nel 1910 dal professor Giovanni Livi, che in seguito pubblicò una monografia dal titolo “Dall’Archivio di Francesco Datini, mercante di Prato”. Quello che videro i contemporanei fu stupefacente, incredibile.

Un archivio composto da 150.000 lettere suddivise tra corrispondenza privata e d’affari, i carteggi delle filiali di Avignone, Prato, Pisa, Firenze, Genova, Valenza, Barcellona e Maiorca, 550 libri contabili, 300 contratti di società, 400 contratti di assicurazioni e migliaia di polizze di carico, lettere di avviso, contratti di vendita, lettere di cambio, assegni e alcune decine di “quadernacci e ricordanze”.

Una fotografia dettagliatissima su usi e costumi dell’epoca. Si trovano notizie su l’alimentazione, abbigliamento, nozioni di agricoltura, galateo, salari dei sottoposti e decine di altri argomenti. La scrittrice Iris Origo nel suo libro Il Mercante di Prato non esita a definire il nostro archivio come: “… una testimonianza del commercio medioevale impareggiabile per la sua completezza e omogeneità”. Nel 1955 Federigo Melis (famosissimo studioso di economia medievale), allestisce a Prato “La mostra internazionale dell'Archivio Datini” la cui straordinaria importanza fu sottolineata dalla presenza di ben due Presidenti della Repubblica; quell’uscente Luigi Einaudi e quello entrante Giovanni Gronchi.

La manifestazione ebbe un eccezionale successo e lanciò il nostro Francesco all’attenzione mondiale. Oggi, il sito web dell’Archivio Datiniano far parte del “Listed on UNESCO Archives Portal”. Sull’onda del trionfo della mostra Internazionale, il Melis fondò nel 1967 l’Istituto Internazionale di Storia Economica F. Datini, considerato la più importante istituzione internazionale operante nel campo della storia economica dell’età preindustriale (XIII-XVIII secolo).

Fin da subito aderì Fernand Braudel, considerato uno dei massimi storici del secolo scorso e un importante gruppo di studiosi che andarono a costituire il primo comitato scientifico. Dal 2007, l’Istituto è anche Fondazione con circa 10.000 soci; possono aderire anche cittadini privati.

Opere citate

Iris Origo: Il Mercante di Prato, Rcs Rizzoli libri
Foto (Dal sito "Istituto di Storia Economica Francesco Datini").